Nel 2019, e precisamente il 5 febbraio, ricorre il venticinquesimo anniversario della scomparsa del dott. Antonio Culiersi, eclettico e visionario personaggio protagonista di una stagione culturale unica ed irripetibile. Il suo nome è indissolubilmente legato alla nascita dell’ Associazione Jazz Club Maglie, di cui diviene Presidente, grazie alla smisurata passione per questa musica che negli anni è riuscita a penetrare nei cuori e nei gusti di tante persone, oggi appassionate  di Jazz. Un uomo lungimirante e precursore di un futuro che oggi nel Salento, in Puglia ed in Italia è realtà viva e concreta, iniziata nei primi Ottanta in quello che poi è divenuto il celebre PUB UNDERGROUND di Maglie. Li ci si riuniva inizialmente nei venerdì del Jazz, quando sempre più amici si ritrovavano per ascoltare buona musica in irripetibili jam session che hanno cementato rapporti umani oggi davvero invidiabili. Pian piano i confini si sono allargati, aprendo le porte del Salento al mondo, ai più grandi artisti del panorama jazzistico internazionale sino a culminare con le edizioni estive del Salento Jazz Festival. Un vortice di passione verso un genere musicale sempre più amato ed apprezzato grazie a suoni delicati ed intensi, capace di ammaliare come pochi. Si inizia nel 1985 con i primi concerti, nell’ordine: Dave Schnitter – Meredith D’Ambrosio – Sante Palumbo. Il tutto continua nei mesi e negli anni senza soluzione di continuità. Nel 1986 è la prima volta di ben tre apparizioni salentine del mito del pianista Cedar Walton che incanta tutti con la sua celebre “Round Midnite” accompagnato da due mostri sacri come Billy Higgins alla batteria e David Williams al contrabbasso. Artisti di fama internazionale si susseguono creando tantissimo entusiasmo grazie al lavoro e all’entusiasmo di un uomo straordinario e che continua a rispondere al nome di Antonio Culiersi. Nel Salento si vivono così le performance di Gianni Basso, Rey Mantilla; Woody Shaw, Larry Nocella, Michey Bass, Jimmy Owens, Jerry Bergonzi. Il pubblico è sempre più coinvolto e le serate di jazz sono sempre più apprezzate. Il Presidentissimo regala spettacoli irripetibili ed inimmaginabili per un Salento davvero ammaliato, trasformando il Pub Underground in un vero e proprio mito. In pochi anni sono persino gli artisti a voler essere protagonisti e allora si continua con Gary Bartz, Howard Johnson, Bruce Forman, Francis Paudras, Lou Donaldson. Negli anni Novanta poi è il momento delle esibizioni di Steve Grossmann, Clifford Jordan, Red Holloway, Ninni Maina, The Pub’s Lab, Piero Odorici, James Moody, Jazz Studio Orchestra Praga, Harvey Wineapples, Bobby Hutcherson, John Hichs, George Cables, Enrico Rava, Linda Hopkins, Harold Land, Sante Palumbo, Napoli Centrale, George Coleman, Gary Smulian, Nat Adderdkey, Maria Pian Vito, Tito Puente. Certamente una proposta artistica di primissimo ed altissimo livello. Una lista di veri e propri maestri del jazz che hanno fatto non solo strabuzzare gli occhi agli appassionati, ma fatto veicolare questa particolare musica attraverso svariate generazioni, trasformandola in vero e proprio fenomeno popolare. Antonio Culiersi non è solo stato l’antesignano di tutto ciò, ma, mettendo la sua passione e la sua smisurata competenza musicale a disposizione di tutti, con la collaborazione di alcuni amici che con lui hanno condiviso passo dopo passo tutto questo, ha fatto si che oggi il Salento possa proporsi, con le sue tante rassegne nate negli anni, come terra del jazz, non solo per la proposta concertistica, ma anche come fucina di talenti artistici. Se oggi il Salento Jazz Festival è rinato e vanta importantissime collaborazioni come quella con il Mercatino del Gusto è grazie a tutta questa eredità ed alla lungimiranza di questo uomo che è una vera colonna della storia italiana del jazz.

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