Per comprendere bene come si collocano Puglia e Basilicata nel mercato turistico, siamo partiti dall’analisi dei voli che giornalmente atterrano presso gli aeroporti di Bari e Brindisi, porte privilegiate che interconnettono le mete più gettonate come Matera, Gargano, Valle D’Itria e Salento. Non abbiamo la presunzione di fornire un’analisi quali quantitativa e statistica relativa agli orari, numeri di passeggeri e quant’altro. Non abbiamo gli strumenti e le statistiche necessarie per arrivare ad un livello di dettaglio così approfondito. Ci siamo limitati a capire da quali aeroporti giungono i voli verso le nostre regioni, per capire se e dove si può e si deve migliorare, soprattutto per cercare di destagionalizzare i flussi turistici e portare ulteriore ricchezza e sviluppo al nostro turismo. Andiamo con ordine.

Nella stagione invernale su Brindisi atterrano i seguenti voli: Roma, Bologna, Bergamo, Londra Milano, Colonia, Treviso, Francoforte, Pisa, Eindhoven.

Su Bari risultano voli in arrivo da: Milano, Praga, Varsavia, Amsterdam, Roma, Bruxelles (Charleroi), Madrid, Bergamo, Monaco di Baviera, Pisa, Timisoara, Tirana, Torino, Treviso, Riga, Cagliari, Bologna, Vilnius, Londra, Francoforte, Katowice.

Si fa presente che, limitatamente alla stagione estiva, vengono attivati voli aggiuntivi in arrivo da altre destinazioni, stabiliti dalle compagnie anno per anno. Quasi certamente, alla lista appena stilata vi vanno sempre ad aggiungere voli in arrivo da Parigi.

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Leggendo tale lista, ci sono alcune evidenze che emergono e che sono di natura oggettiva:

  1. Gli Hub da cui sono in arrivo voli verso gli scali pugliesi sono Roma, Madrid, Bruxelles, Monaco, Londra, Francoforte; Milano;
  2. Gli arrivi sono principalmente dall’Europa centrale e dell’Est;
  3. La maggior parte dei voli in arrivo è effettuata da compagnie low cost.

Le considerazioni che possono emergere da questa short list, consegnano alle nostre regioni luci ed ombre rispetto ad un mercato turistico globale.

Partendo dal primo assunto è possibile rilevare che gli Hub europei interconnessi con gli aeroporti di Puglia sono numericamente importanti, aprendo rotte e voli su tutte le principali destinazioni mondiali. Considerando l’attuale mercato, certamente balza agli occhi l’assenza di voli diretti in arrivo in maniera permanete almeno da un Hub degli Stati Uniti, dalla Russia, dalla Francia e dagli Emirati Arabi, luoghi che aprirebbero facilmente ad ulteriori flussi soprattutto in arrivo dal ricco oriente.

Relativamente al secondo punto, potrebbe essere opportuno aprire nuove rotte europee, cercando di attrarre voli in arrivo dalla ricca Europa del Nord (Paesi Scandinavi in particolare) e, certamente, promuovendo un turismo integrato con alcune regioni della Spagna, particolarmente affini con il turismo nostrano. Relativamente alla rotte con la Russia, tra l’altro, vista la particolare peculiarità relative alla comunanza di San Nicola, dovrebbe essere naturale incrementare i voli in arrivo.

La terza considerazione mette in luce un problema atavico su cui si sono spese tantissime parole, cioè il dibattito sempre vivo sul tipo e qualità di turismo che si vuole attrarre in Puglia e Basilicata. Su questo, a prescindere dalle singole posizioni e sensibilità, è innegabile trarre la conclusione che i servizi delle compagnie low – cost mal si conciliano con quella porzione di turisti (e in Puglia è in continuo aumento) che ha elevata capacità di spesa e che richiede e pretende trattamenti di altissimo livello.

La nostra è stata una disamina veloce che vuole essere scevra da qualsiasi intento polemico, né tantomeno da strumentalizzare per qualsivoglia fine. Semplicemente si propone come semplice riflessione da cui partire per una riflessione seria, aperta a tutti, che possa fornire un contributo importante finalizzato al miglioramento dell’esistente e allo sviluppo di Puglia e Basilicata.

Ufficio Stampa Salent0Trend

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