Oramai ci conosciamo da tempo e ben conoscete l’attenzione di Salento Trend verso il mondo della cultura di Puglia e Basilicata. Oggi abbiamo incontrato il giornalista – scrittore, Mauro Bortone, originario della splendida Otranto, nel cuore del Salento, che ci ha raccontato in una bellissima, quanto interessante chiacchierata, il suo ultimo romanzo “Dove Nessuno è Innocente”. Un lavoro letterario estremamente attuale, scritto magistralmente, dal linguaggio accattivante, in cui ognuno può rintracciare a vario titolo le dinamiche della quotidianità, fatta di piccole cose e di una visione “particolare” rispetto a tutto quanto accade attorno ad ognuno, dove l’indifferenza assume un ruolo da protagonista, sia nell’accezione negativa, sia come spinta a prendere una “nuova coscienza di se stessi” attraverso il raggiungimento dell’equilibrio in un mondo di contrasti. Il romanzo è così appassionato ed appassionante che è un invito alla lettura, così spontaneo, da cogliere al volo.

MAURO BORTONE

Partiamo dalla storia raccontata dal romanzo.

“Dove nessuno è innocente” è il mio secondo romanzo, una riflessione narrativa sull’indifferenza e sul senso di responsabilità, attraverso le storie di Oreste, un volontario impegnato sul fronte dell’accoglienza migranti, e Silvano, un dipendente comunale: in entrambi emerge l’insoddisfazione per la propria esistenza, seppur per motivazioni differenti. Oreste cerca in quello che fa una visibilità che gli permetta di non sentirsi mediocre, mentre Silvano vuole superare la rassegnazione per l’infelicità di una vita familiare in frantumi, rifugiandosi in una stazione ferroviaria, tra il ricordo del padre, che lavorava sui treni, e l’osservazione dell’universo di chi parte o arriva. L’evoluzione degli eventi e alcuni incontri decisivi li costringeranno ad una presa di coscienza su come l’indifferenza possa divenire il preludio di piccoli e grandi colpe quotidiane con cui fare i conti”.

Come nasce l’idea del romanzo?

 “La scrittura è qualcosa di istintivo: ci si appassiona a trame, idee e personaggi possibili in un meccanismo di cui non saprei descrivere la molla o il “segreto”. Di sicuro sentivo la necessità di raccontare una storia che avesse a che fare con un coacervo di personaggi contrastanti: in ciascuno di noi esistono pregi e difetti, altruismo e zone d’ombra che convivono; e forse ciò che siamo davvero è il frutto, oltre che delle conoscenze, delle esperienze che facciamo e degli interessi più alti che coltiviamo, anche di come gestiamo questa intima dicotomia. Ecco perché debbo molto a Veronica Garra, che ha saputo cogliere l’anima del libro e mettere in evidenza attraverso uno dei suoi scatti fotografici, poi divenuto la copertina, questo mondo di contrasti”.

Quale è stato il particolare che ha fatto scoccare la scintilla che ha portato alla scrittura di “Dove nessuno è innocente”?

“Ci sono singoli episodi, osservati nella mia attività giornalistica, che hanno facilitato la scrittura del testo, quanto meno nella sua ambientazione: cito in particolare uno sbarco drammatico tra Santa Cesarea e Badisco, nel novembre del 2011, che raccontai per il giornale per cui lavoravo all’epoca; ma, come detto, quei fatti hanno aiutato più a definire uno sfondo dentro cui si muove la narrazione complessiva che ad ispirarla”.

copertina_NESSUNO E' INNOCENTE

Come vivi la tua passione per la scrittura e giornalismo?

“Scrivere è ovviamente fondamentale nella mia esistenza, anche solo per motivi professionali. Ma professione e passione qualche volta fanno a pugni. Un po’ ironicamente dico di essere un giornalista per passione e un cronista per necessità, nel senso che il mondo dell’informazione, quanto meno a livello locale, è fatto con poche risorse e non è sempre appagante come nelle intenzioni. Si fa spesso di necessità virtù. La scrittura di un romanzo è un processo molto diverso: è una necessità istintiva, profonda, autonoma, che si alimenta con un’altra passione, quella per la lettura. Leggere stimola l’immaginazione, apre le porte a nuovi mondi e storie da ricostruire e mettere per iscritto”.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

“L’intenzione è quella di portare in giro “Dove nessuno è innocente” finché mi chiederanno di presentarlo. Per il resto, c’è la quotidianità lavorativa che è fatta della mia attività giornalistica e delle collaborazioni che comporta. A lungo termine, conto di ultimare il terzo romanzo, che potrebbe uscire all’inizio del 2019. Un passo alla volta, però”.

Ufficio Stampa SALENTO TREND

 

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