L’entroterra salentino, ad eccezione della Città di Lecce, è spesso associato al borgo di Melpignano, piccolo centro assai famoso per essere teatro del concertone finale del Festival de “La notte della Taranta”, evento capace di attrarre oltre centomila appassionati e curiosi desiderosi di sentire le note e ballare per ore la pizzica. Ma questo fenomeno, ha radici assai profonde e territorialmente più allargate, culla di cultura popolare, tradizioni e soprattutto terra in cui ha avuto origine la “Taranta”. Quello che oggi è un marchio ed un brand conosciuto in tutto il mondo, in realtà è una tradizione contadina che nasce sulle orme di San Pietro, nel borgo antico di Galatina (www.comune.galatina.le.it). La legenda narra che le donne contadine spesso nei campi venissero punte proprio dalla Taranta (ragno di campagna) e da ciò si dimenassero come possedute. Si narra che il solo bere l’acqua dal pozzo della chiesetta di San Paolo, sita proprio nel centro del borgo antico di Galatina, avesse potere di guarigione. Qui il fenomeno della Taranta. L’associata Pizzica, invece, è il ballo contadino del corteggiamento, un gioco di movimenti capace di coinvolgere ed ammaliare attraverso un ballo semplice, ma altamente sensuale la cui caratteristica femminile è quella di stringere tra le mani e sventolare per tutto il ballo un fazzoletto di colore rosso, simbolo assoluto del mondo contadino. Culla di tutto ciò sono i piccoli paesi della Grecìa Salentina. Eccenzion fatta per il citato borgo di Galatina i piccoli paesini che compongono questa rete sono accomunati sì da quanto appena esposto, ma anche da un dialetto parlato e scritto che molto si avvicina al greco antico, un patrimonio culturale immateriale da conservare gelosamente e valorizzare al meglio. E allora ecco che, negli anni, ogni borgo della Grecìa Salentina è diventato teatro naturale di tappe del più famoso Festival de “La Notte della Taranta” (per saperne di più www.lanottedellataranta.it), contenitore ideale per amplificare una cultura locale, rendendola globale e consegnandola all’immortalità. Ogni borgo si presenta in una veste tutta da scoprire, un viaggio imperdibile tra bellezze architettoniche, culture che furono e tradizioni enogastronomiche tutte da gustare. Il valore aggiunto? Presto detto: il capovolgimento del concetto del tempo. Un viaggio lento in luoghi unici, lontano dalla frenesia e dallo stress quotidiano, che al turista dà la possibilità di vivere un’esperienza di viaggio davvero unica a contatto con la genuinità e la saggezza popolare degli abitanti.

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Ecco che visitare il borgo di Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto (con il magnifico castello perfettamente conservato – www.comune.corigliano.le.it), Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano (con il suo celebre Convento degli Agostiniani – www.comune.melpignano.le.it), Soleto, Sternatia, Zollino diviene un vero e proprio piacere, per lo spirito e per il gusto. Un tour che porta alla scoperta dei vini DOC salentini, dei prodotti dell’agricoltura a chilometro zero, dei caratteristici legumi di Zollino (vedi il pisello nano), dello “sceblasti” (caratteristico pane condito) o delle tipiche “sagne n’cannulate”. Un itinerario del gusto dai sapori autentici e genuini. Questa narrazione e solo un piccolo assaggio di quanto si può vivere in un paesaggio contorniato da ulivi secolari, Pagliare, muretti a secco e tantissimo altro ancora.

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Ufficio comunicazione Salento Trend

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